Una selezione di proverbi, dicerie, detti e modi di dire dal profumo odoroso di pane...

"Buono come il pane",

si dice di persona molto mite.

 

"Non è pane per i tuoi denti",

 ovvero non è una cosa che fa per te

 

"Per un pezzo di pane",

cioè a bassissimo costo.

 

"Essere come pane e cacio",

 significa andare pienamente d'accordo.

 

"Rendere pan per focaccia", 

contraccambiare una sgarberia, una cattiva azione

con altre peggiori.

 

"Mettere a pane e acqua",

mettere in punizione, lasciando come unici alimenti pane e acqua.

 

"Dire pane al pane, vino al vino",

significa parlare chiaro.

 

"Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti", chi ha delle aspirazioni non dispone dei mezzi per realizzarle, mentre chi ha i mezzi non ha alcuna aspirazione da realizzare.

 

  

"Levarsi il pane di bocca", 

privarsene per darlo a chi ha fame,

oppure sacrificarsi per gli altri.

 

 

"Il nostro pane quotidiano".

 

"Guadagnarsi il pane con il lavoro".

 

"Assicurarsi il pane per la vecchiaia".

 

"Mangiare il pane a tradimento", significa senza lavorare per guadagnarselo.

 

"Misurare il pane", dare poco da mangiare ed essere avari.

 

"L'uomo non vive di solo pane", 

 si dice per sottolineare le esigenze spirituali. 

 

 

"Mazz e panell fanno i figli bell", ovvero "bastonate e pane fanno i figli belli" (proverbio lucano),   cioè per educare i figli bisogna dargli il necessario ma anche qualche scappellotto.

 

Pim, pim oselì, pa mol, pa fresch,

induina chi l’è chesto che bianc, ross, verd.

 

Pa e nus è past di spus, nus e pa l’è past di ca’.

 

Se non è zuppa, è pan bagnato.

   

Il pane ha sette croste.

 

Il pane del padrone ha sette croste più un crostone.

 

Non c’è cibo da re più squisito del pane.

 

Non è pane per i tuoi denti.

 

Rendere pane per focaccia.

 

Pane e vino, fa bel bambino.

 

Croce col pane ben si porta.

 

L’è buna compàgn del pà.

E’ buona come il pane.

 

Tègn a pà e pesì.

 Tenere pane e pesciolini,

 tenere sotto controllo.

 

Tégn pà e fam. Tenere pane e fame, cioè tenere il piede in due scarpe, fare il doppio gioco.

 

Mangià ‘l pà a tradimét. 

 Mangiare a tradimento, ovvero senza guadagnarselo.

 

Trasà ol pà. Sprecare il pane: un tempo una mancanza di tale gravità che quasi bisognava confessarla al prete.

 

Ol pà l’istofa mai.

 Il pane non viene mai a noia.

 

Mangià ìl pà socc. Mangiare il pane asciutto.

 

Pà e pagn i è bù compàgn. 

Pane e panni sono buoni compagni,  

vuol dire che non bisogna mai stare senza di loro perché servono sempre.

 

 

A ‘l m’è egnìt vià per u tòch de pà.   

L’ho preso per un pezzo di pane, si dice di qualcosa che costa poco.

 

 

La notte del fornaio

A l’è trè ure, i è amò tocc i’ lècc. 

In del paìs l’è noma lu a laurà,        

fornér, che l’ prepara a tocc ol pà,       

a tocc, siòre e pitòch, e zùegn e vècc.        

 

Sono le tre, sono ancora tutti a letto.         

Nel paese è solo lui a lavorare, 

il fornaio, che prepara a tutti il pane, 

a tutti, ricchi e pitocchi, e giovani e vecchi.  

                    

                                  Sereno Locatelli Milesi         

 

Formaggio e pane è cibo per chi è sano.  Anonimo, Regole Sanitarie Salernitane, ca. XI sec.

 

Il mondo si divide in quelli che mangiano il cioccolato senza il pane, quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane, quelli che non hanno il cioccolato, quelli che non hanno il pane.  

Stefano Benni, Margherita dolcevita, 2005

 

 

 

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