La panetteria in epoca romana

 

I Romani vantavano numerose botteghe, specialmente lungo le vie principali di Roma, ma anche nelle città dell’Impero.

Tra le varie botteghe romane si trovava pure quella che produceva e offriva il pane, era chiamata “pistrinum”.  

La panetteria romana in genere era divisa in due stanze o reparti, come la maggior parte delle botteghe del tempo, una stanza che dava sulla strada e vendeva al pubblico e l' altra dedicata alla produzione del pane.

La prima, che dava sulla strada, era munita di un ampia scaffalatura in legno colma di pane e focacce, così che i passanti, che erano separati dal panettiere che li serviva da un ampio banco in legno, potevano vedere quale tipo di pane quella panetteria produceva e vendeva, dal profumo intenso che si espandeva per tutta la via, un pane sempre caldo visto che accanto c’era la stanza dove si produceva. In questa stanza, che era la più lontana dalla strada, erano ospitate le attrezzature per la produzione del pane, per macinare, impastare e cuocere.  All' esterno la panetteria presentava disegni in terra cotta ben decorati e colorati per far colpo sui passanti che spesso potevano anche servirsi del bancone della bottega per mangiare pane, perchè molte erano anche munite di sgabello o panche in legno. Il fornaio che vendeva pane e focaccia era chiamato pistor, e se privato, poteva essere semplicemente un uomo di umili condizioni e anche un liberti, cioè uno schiavo liberato.