Il pane nell'Impero Romano

 

Nell’antica Roma dal I secolo a.C, nelle case e sulle tavole dei romani, durante i pasti, il pane non mancava mai.

Era un alimento così importante che era sempre servito anche nei popinae (erano i ristoranti dell’antica Roma), in abbinamento a piatti caldi a base di legumi, verdure, carne e pesce.

I pani nell’impero romano erano di diversi tipi e venivano mangiati spesso in abbinamento ad alimenti che si accostavano bene con quel determinato tipo di pane. Vi erano quindi un buon numero di pani, tutti diversi tra loro, ognuno abbinato ad essere mangiato con alimenti specifici. 

Ogni pane era consumato da classi sociali diverse e quindi non tutto il popolo poteva mangiarli tutti. Il cibarius era un pane scuro per la poca lavorazione della farina e poco costoso e non era consumato da persone nobili, il secondarius era fatto con una farina integrale mentre l’autopyrus era fatto con farina non setacciata e tutti e tre erano dei pani considerati poveri e non raffinati nella lavorazione quindi erano spesso acquistati dalla maggior parte del popolo romano. Il siligeneus era un pane fatto con farina bianca di grano tenero,

il parthicus era un pane che a fine cottura risultava molto spugnoso,

il furfures invece era un pane fatto con la crusca.

I romani mangiavano le ostriche accompagnate da un pane di nome ostearus,  e cuocevano con gli spiedini un altro tipo di pane chiamato pane d’Alessandria. Il piceno era un pane cotto dentro una pentola di coccio e veniva servito direttamente a tavola ai commensali che lo rompevano e mangiavano direttamente sullo stesso coccio.

L’adipatus era un pane condito con del lardo e il bucellatus era un pane biscottato.