Domenica 15 aprile, ultimo atto della mostra “Il pane e la croce”, ospite al Monastero di Montebello.

 

Il Monastero di Montebello, terza tappa del tour della mostra “Il pane e la croce”, ha certamente incassato e registrato un bilancio positivo e una buona riuscita dell’evento. Avvolti dal calore delle mura e dislocati lungo il corridoio adiacente il meraviglioso chiostro,

i pannelli espositivi hanno trovato la propria

collocazione, che in una lingua muta ma odorosa del profumo e della fragranza del pane, accoglievano, dando il benvenuto, chiunque varcasse la soglia dell’ingresso e pure gli ospiti che pernottando al Monastero, erano obbligati a calcare quel tratto. Un percorso, quella che la mostra propone, culturale, storico e religioso che snodato in un ambiente, quale quello del Monastero, si è caricato ancor più di mistero, divenendo oltremodo affascinante e suggestivo. Un itinerario di viaggio in cui è possibile sperimentare come Dio si fa incontrare dall’uomo attraverso il pane.

Numerosi i visitatori e gli intervenuti che con la loro presenza hanno omaggiato la mostra: dai soci della Cooperativa Montebello al Sindaco di Isola del Piano, dal Vicario della Diocesi di Urbino ad Andreina De Tomassi, dai tanti ospiti del Monastero provenienti da diverse regioni alle famiglie con bambini al seguito giunti per il ristoro alla vicina Locanda Alce Nero, fino alla simpatica combriccola giunta debitamente con il ritaglio di giornale in mano che dava la notizia dell’evento della mostra, e ai tanti amici che nella giornata conclusiva di domenica hanno condiviso la preghiera in memoria di Gino, “proprietario di casa”.

Uno scambio arricchente e diretto tra i visitatori e l’ideatore de “Il pane e la croce” che “da buon cicerone” pannello dopo pannello, introduceva dentro il contenuto della mostra fino a far degustare alcune delle tipologie di pane descritte nei pannelli.

Insomma tanti e tutti diversi, ma ancora una volta accomunati, vicini e uniti dalla forza semplice, genuina e sana che è capace di sprigionare il pane.

 

Un grazie di cuore, doveroso e sentito a:

  • Fra’ Claudio, frate francescano in quel di Urbino, che dalle retrovie ha sostenuto panenostro.com, aiutandolo a riordinare le idee in fase di progettazione della mostra.
  • Alla famiglia Girolomoni per la cordialità e l’ospitalità accordata, per aver creduto e permesso la realizzazione dell’evento precedentemente accolto da Gino.