"Cibo per il Corpo, cibo per lo Spirito".

"Il pane e la croce" in esposizione all'eremo camaldolese di Montegiove

 

La mostra “Il pane e la croce” ha trovato ospitalità da venerdì 25 maggio a lunedì 04 giugno presso l ‘eremo camaldolese di Montegiove, all’interno della rassegna “Cibo per il corpo, cibo per lo spirito”, ciclo di conferenze organizzate dal Centro Yoga Rasa Pesaro, l’eremo camaldolese e panenostro.com, il sito web fondato dallo chef e ricercatore Luca Zanchetti, responsabile e promotore della mostra appunto. Ad aprire il ciclo di conferenze, il primo appuntamento del calendario vedeva l’esposizione di don Giorgio Giorgetti sul tema “Spezzare il pane: da gesto antropologico a segno sacramentale” che a causa di un improvviso intervento chirurgico non ha potuto presenziare l’incontro introdotto e tenuto invece da Padre Marino Mazzola, Monaco Camaldolese dell'Eremo e Maurizio Di Massimo, responsabile del centro Yoga Rasa Pesaro.

Dopo una breve introduzione dell’iniziativa, uno dei responsabili panenostro.com ha illustrato l’intero progetto della mostra “Il pane e la croce” riassumendo come in un percorso storico, culturale e religioso il pane diventi simbolo della cultura cristiana. Il pane antico quanto l’uomo, alimento e segno che da sempre lega la storia dell’uomo a quella del suo Creatore, Dio.  Il pane, reso sacro con un segno di croce durante la panificazione o con una benedizione prima di essere consumato, diviene cibo e nutrimento per il corpo, quello stesso pane che sacralizzato sull’altare diviene cibo e nutrimento per lo spirito. 

A seguire il brillante intervento di Padre Marino che ha sviscerato il tema partendo dal testo degli Atti degli Apostoli circa la frazione del pane.

A concludere la serata, un momento di confronto e dialogo sempre costruttivo e arricchente.         

Il secondo appuntamento dal doppio tema “Cibo, mente e spirito nella tradizione yoga e ayurveda” e “Digiunare per nutrire lo spirito e purificare il corpo” curato da Maurizio Di Massimo, ha visto una veloce carrellata della ritualità del cibo in modo particolare nella tradizione orientale. Ogni tradizione spirituale ha sempre sottolineato come anche il cibo dovesse essere scelto come uno degli strumenti per affinare il corpo, la mente e lo spirito: da qui l’esigenza dell’osservanza delle norme di comportamento alimentari nelle tradizioni monastiche o nell’applicazione del digiuno, pratica di cui poi si è ampliamente discusso in un dialogo aperto con la folta assemblea. 

Anche questa volta le tematiche esposte durante la serata andavano a nozze con quelle affrontate ed esposte nel percorso della mostra, che nel pannello “Il Martirio” trattano, tra le altre, della rottura di un digiuno e di S. Francesco d’Assisi.

Un ciclo di conferenze sulla sacralità del cibo, in cui il pane ha certamente un ruolo di prestigio, per ricercare l’essenzialità nel nutrimento del corpo, la libertà della mente e la sintonia con la parte più profonda di noi stessi. Sani e felici.