panenostro.com invitato speciale al 35 ° anniversario di fondazione della prima azienda biologica d'Italia ...

Cibo Sacro: pane&vino 

 

Dopo l’esposizione nell’aprile scorso della mostra “Il pane e la croce” nella maestosa cornice del monastero di Montebello, panenostro.com è tornato ad Isola del Piano venerdì 13 luglio 2012 con la serata dal tema “Cibo Sacro: pane&vino” nel contesto della 15°edizione di Bioeuropa, (l’annuale meeting degli agricoltori biologici) inserito all’interno della manifestazione

“Il Biologico ad Isola del Piano  organizzata dal Comune di Isola del Piano in collaborazione con l’Ass. Ambasciatori Territoriali dell’Enogastronomia, Panenostro.com e Gino Girolomoni Cooperativa Agricola.                               

Una serata presso la Locanda Girolomoni con cena a piatto unico a base di pani della Bibbia: pane all’orzo, pane azzimo, pane di Ezechiele accompagnati da erbe di campo, formaggi, miele, olive, pomodorini cotti al forno e pomodori alla brace, per finire con i mostaccioli, un pane dolce aromatizzato con mandorle e miele accompagnato da un buon moscato.  Una cena dialogata e commentata dall’intervento di Sara Bracci dell’ Ass. Ambasciatori Territoriali dell’Enogastronomia, che ha illustrato la sacralità del vino attraverso l’arte sacra marchigiana, Simona Campolucci che in rappresentanza di Luca Zanchetti ideatore e fondatore di panenostro.com, ha messo in luce come quella del pane sia una grande storia, ricca di sapienza e di poesia, d'arte e di fede, che abbraccia l'intera storia dell'umanità: dal giorno lontano in cui gli antenati si stupirono per la simmetria dei chicchi sulla spiga, fino a oggi, quando miliardi di esseri umani ancora soffrono la fame e sognano il pane, mentre altri lo violentano, lo consumano e lo sprecano nell'abbondanza.    

Il pane, abbinato al vino, da sempre elemento principale dell'alimentazione campagnola: da questa importanza che il pane ricopriva nell'alimentazione di un tempo, derivava l'obbligo ad esempio di baciarlo quando cadeva in terra, di non capovolgerlo, di non tagliarlo ma di spezzarlo… il pane simbolo del sudore e del lavoro dell'uomo, degno del più profondo rispetto, come quello che sull’altare diventa ostia sacra, Corpo di Cristo. 

Peppino Paolini, Sindaco di isola del Piano, che ha ricordato il 13 luglio 1977, quando 35 anni fa, assieme a Gino Girolomoni e altri sette soci davanti al notaio costituiva la Cooperativa Alce Nero, oggi Gino Girolomoni Cooperativa Agricola.

Le luci si spengono e come ogni compleanno che si rispetti, arriva ed entra lei, la torta con le candeline accese.

E mentre i commensali discutono su chi debba soffiare per spegnerle…una raffica di vento leggera ma decisa e impetuosa le spegne di colpo… dal cielo Gino si è reso vivo e presente.  La parola poi a Giovanni Girolomoni che con determinazione e commozione chiude la serata leggendo una memoria scritta dal papà Gino…

Volavano i falchi, sopra il Monastero di Montebello, numerosi, quando ci arrivai la prima volta. Il luogo mi attraeva più di una donna bella, anche se era circondato da un silenzio inesorabile che non voleva arrendersi al nulla.
Fu quella attrazione fatale a catturarmi ma che innescava una raffica di domande: come fare ad arrivarci, cosa fare lì, con chi, solo il perché era evidente. Credo di poter dire che le riflessioni fatte a Isola del Piano sulla cultura delle campagne siano state di altissimo livello, tanto da attrarre personaggi come Quinzio, Tombari, Volponi, Bo, Ceronetti.
A me e Tullia si unirono per primi quelli che erano attratti da un’idea di religione legata al luogo (a cominciare dal 1971), poi quelli con cui abbiamo costituito la Cooperativa Alce Nero nel ’77, poi alcune famiglie che ci vengono ogni settimana per gli stessi motivi per cui i monaci ci hanno abitato per 500 anni. Poi sono arrivati dei collaboratori valenti, capaci di gestire le varie aree di lavoro della Cooperativa, che ci hanno aiutato a consolidarla e a farla diventare il riferimento dei più importanti importatori di pasta biologica di tutto il mondo”.

 Noi siamo convinti che la ricca esperienza culturale, umana e politica associativa lasciata da Gino, non debba andare dispersa, ma anzi trovi motivo di rilancio per contribuire alla crescita e al rafforzamento dell’agricoltura biologica nel nostro Paese, affrontando nuove sfide a partire proprio dalle idee e dai progetti ispirati da Gino Girolomoni.

Un caloroso ringraziamento a Maria, Giovanni e Samuele Girolomoni per

l’ accoglienza e la disponibilità. Grazie anche a Sara Bracci e alla sua preziosa collaborazione che ha permesso la buona riuscita della serata in una generale armonia tra messaggi da comunicare, paesaggio e sensibilità delle persone.