Acqua, farina e fantasia…

Noi ci mettiamo il naso!!!


Panenostro&Slow Food Pesaro e Montefeltro insieme per giochi didattici e laboratori sensoriali alla riscoperta del cibo sano e buono

 

9.678 gr.di farina impastata con 4.839 gr. di acqua ci hanno regalato 17.356 gr. di lievito madre biologico spacciato a Canavaccio di Urbino. Che ne dite? Proprio un bel bottino…Oltre allo spaccio di Lievito Madre Biologico, che come sempre, seppur ogni volta diverso, ci ha donato emozioni intense, l’esperienza della preparazione del pane nel contesto della terza edizione di “Bruschetta, vino e fantasia” evento organizzato dalla Pro Loco locale a Canavaccio di Urbino, è stata davvero stimolante, interessante e pure divertente. Già nel primo pomeriggio di sabato 31 agosto bambini e bambine eccitati e curiosi all’idea di mettere le mani in pasta, sono venuti a trovarci nel nostro spazio allestito proprio all’ingresso dell’intera manifestazione in cui l'esposizione della 17° tappa della mostra "Il pane e la croce" con la sua sumbolgia immergeva nel fascinoso e intrecciato mondo della storia dell'uomo e del pane...“A che ora si fa il pane?” domandavano con occhi impazienti, desiderosi e smaniosi. La trepidante attesa è svanita solo quando, nel pomeriggio inoltrato, ognuno di loro ha potuto finalmente tuffare le mani in quella in “quella cosa bianca che sembrava esplodere”, il lievito madre. 

Così, ognuno nella propria ciotola, ha impastato acqua, farina di farro integrale biologica, farina di grano tenero tipo 0 biologica, lievito madre bio, un pizzico di sale e un po’ di buon olio bio, lavorando l’impasto con le piccole e abili manine fino ad ottenere una pasta morbida ed elastica rovesciata poi sulla spianatoia. Alcuni di loro hanno optato per portarsi l’impasto a casa, farlo lievitare una intera nottata e cuocerlo l’indomani. Mattia invece, che prima aveva curiosato tra i pani espositivi della mostra, seppur non sapendo bene come fare, voleva però trasformare il suo impasto in una treccia e… con qualche indicazione e un piccolo aiuto è decisamente riuscito nell’ impresa. Modellare il pane e dargli forma è decisamente uno dei momenti più piacevoli e fantasiosi perché i bambini hanno modo di esprimere tutta la loro creatività e fantasia, proponendo le più svariate forme…fiori,animali, personaggi immaginari…e quant’altro.

 Così dopo un paio d’ore di lievitazione, mentre Mattia era già probabilmente a nanna,abbiamo informato e cotto la sua treccia. La domenica desideroso di vedere il frutto del suo lavoro, Mattia è arrivato con un luminoso sorriso, insieme a mamma e papà e alle sue amichette…avreste dovuto vedere quale soddisfazione e come gli brillavano gli occhi nel vedere, odorare e prendere in mano la sua treccia e mostrarla. Ma la parte più bella doveva ancora venire….assaggiare e mangiare quel pane che Mattia generosamente ha condiviso con noi dello staff e con tutti i presenti. E in un solo boccone…gnam gnam…ecco una bella e sana merenda per grandi e piccini, pane fresco con sale e olio e per i più sdolcinati pane e miele di api non stressate. “Il pane profumava, era croccante, sono contento perché per un giorno mi sono sentito un po’ fornaio” (Mattia)

Ma il pomeriggio della domenica è stato animato, oltre che dal laboratorio di panificazione, dal “gioco dei barattoli” frutto del gemellaggio con la condotta Slow Food Pesaro e Montefeltro nella persona dell’amico Carlo Cleri, docente Master of Food, che  ha semplicemente e simpaticamente intrattenuto e fatto giocare grandi e piccini…con il naso. Si il naso, perché il senso dell'odorato è cruciale… anche in materia di panificazione. Dieci barattoli contenenti altrettanti ingredienti (naturali e chimici) che si utilizzano in cucina, qualcosa di misterioso e celato da riconoscere solo odorando. Cipolla, noce moscata, menta, luppolo, dentifricio, caramelle alla fragola…e quell’odore acidulo del lievito madre che tanti hanno riconosciuto e altri ignorato. E poi l’inconfondibile profumo del pane, quello buono e sano, Il gioco terminava odorando (e assaggiando!!!) diverse tipologie di pane a lievitazione naturale contrapposte ad un pane con lievito di birra.

La differenza sostanziale è che il lievito di birra monopolizza l'impasto, è dannoso per la salute, uccide il sapore. Il pane con lievito madre si odora con piacere e odorandolo ne fa pregustare il piacere di mangiarlo, ha un gusto gradevole ed un sapore unico, antico, originale, che ci riporta alle sfumature di un tempo, quando il pane era un alimento primario, fondamentale.  Una tradizione dimenticata, quella del pane, da decenni di diete che lo hanno demonizzato e da una produzione industriale che lo ha svilito, togliendo sapori, odori, ma soprattutto identità.

Le caratteristiche di un buon pane? Una mollica che abbia le bolle piccole e ben distribuite, le bolle grosse possono essere frutto di una lievitazione veloce, del lievito di birra che si è gonfiato.

 

Un doveroso e caloroso ringraziamento a Margherita e a Carlo Cleri, per il loro prezioso contributo.


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